FUSILLÈ POUR L’EXEMPLE

di Vilma Gabri

voci narranti Gloria Liberati, Vilma Gabri

voce cantante Caterina Portaluppi

chitarra Giovanni Portaluppi

regia di Pietra Selva

VIARTISTI TEATRO

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Il testo originale prende spunto dagli scritti di Lussu e di Ungaretti e il recital esordisce, in forma più narrativa e didattica, all’Università Paris-Nanterre e all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, nel 2014, in occasione del Centenario della Grande Guerra.

Nella rielaborazione attuale l’ispirazione si estende a molta della letteratura e della saggistica sul conflitto e, accanto alla narrazione degli eventi, compaiono due personaggi, due soldati senza nome (sappiamo solo che provengono dal nord, povero, dell’Italia), che, con i loro dialoghi cinici e ingenui, surreali e concretissimi, cattivi e teneri, fuoriescono dall’ingranaggio massificante e stritolante della macchina di morte della Grande Guerra.

E’ una coppia comica: analfabeta e apparentemente remissiva la “spalla”, didascalico e saccente l’altro; entrambi stralunati come i personaggi di Beckett, combattono con l’assurdità del linguaggio la ben più grave assurdità della guerra.

I due s’insinuano nel racconto “serio” dei narratori della “Grande Storia” e si ritagliano, sottovoce, minuscole oasi di salvezza in cui dispiegare il loro strampalato disincanto, per esempio nei confronti delle autorità militari e civili, o il loro appassionato desiderio di comprendere perché sono lì, chi abbia cominciato la guerra, come possano sparare ad altri poveracci, magari distanti poche decine di metri dalla loro trincea.

Nei loro ragionamenti, volutamente semplici e ironici, quasi inconsapevolmente smascherano la retorica della disciplina e della gerarchia, delle armi e degli eroi, della patria, per lasciare il posto alla “disfattista” e dolente coscienza di una cruda realtà di “sangue e merda”, per dirla con Gadda.

Questi due naufraghi della tempesta della modernità ci accompagnano, insieme al sarcasmo delle parole di Trilussa e alle canzoni di guerra rivisitate da due giovanissimi artisti, fino alla fine del conflitto e ci lasciano quando si fanno conti e monumenti e si costruisce, insieme alla memoria della vittoria, l’oblio di quanti, morti o reduci, la guerra l’hanno solo patita, di quanti non l’hanno voluta e di quanti hanno disobbedito o addirittura disertato e per questo sono stati fucilati.

Al loro dimenticato rifiuto di scegliere se uccidere o impazzire è dedicato lo spettacolo.

Additional Info

  • dati vari:

    di Vilma Gabri

    voci narranti Gloria Liberati, Vilma Gabri

    voce cantante Caterina Portaluppi

    chitarra Giovanni Portaluppi

    regia di Pietra Selva

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