PICCOLE COSE 2.0

progetto a cura di e con Raffaella Tomellini e Renato Cravero

frammenti dall'opera di Raymond Carver

drammaturgia a cura di Andrea Tomaselli, Emanuele Altissimo, Elena Contrino, Martina Marasco, Camilla Vernetto

in collaborazione con SCUOLA HOLDEN - Storytelling & Performing Arts

con la musica di Blur, Christian Fennesz, FKA Twigs, Jon Hassel, Nine Inch Nails, Alva Noto/ Ruiki Sakamoto, Radiohead, Sigur Ros

scene e luci di Eleonora Diana

COMPAGNIA VIARTISTI/TECNOLOGIA FILOSOFICA_MORENICA CANTIERE CANAVESANO

7
aprile 2017
ore 21
8
aprile 2017
ore 21
Torino, Teatro Juvarra Via Juvarra 15
Locandina
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Lavorare sui racconti di Carver ci ha costretti a prendere atto di una verità: che esistono pochi autori che, come Carver, hanno scritto una propria autobiografia senza scriverla. Tra i suoi racconti e la sua vita sono innumerevoli i ponti, le coincidenze, le familiarità, i nessi. Ed ecco allora, che portare in scena i racconti di Carver, doveva significare portare in scena Carver. Non ci interessava, però, realizzare uno spettacolo biografico, quanto meno non ci interessava una biografia della vita di Carver, non ci interessava far salire sul palco Carver in carne e ossa (dell’attore). Ci interessava invece raccontare la storia che accadeva nella sua testa, ogni volta che un elemento della sua memoria, del suo vissuto, diventava seme di uno dei suoi personaggi, di una delle sue storie. Le storie che gli era capitato di vivere e quelle che aveva scelto di raccontare, e cosa succedesse, nella sua arte, nel “passaggio” dalle une alle altre. Ed ecco allora che lo spazio scenico è diventato, per noi, uno spazio doppio ma osmotico, quello della mente di Carver (che ospita memorie e fantasie) e quello dei suoi racconti (tre) dove il raccontare si ciba della vita. Un doppio che, invece di separare, unisce. Ecco che i corpi degli attori si prestano da una parte alla voce che ricorda e rimodula, e dall’altra ai corpi rimodulati, nei personaggi protagonisti di quei racconti. Un processo infinito, come si fa infinita ogni vita raccontata, ma che passando da Carver non ammette strumenti, per dirsi, che non siano le “piccole cose”.

Andrea Tomaselli

Lavorare alla seconda versione di Piccole cose, con la collaborazione alla drammaturgia della Scuola Holden, ci ha permesso di proseguire un percorso di ricerca che iniziato nel 2014, oggi ha “messo a frutto le cose che ci circondano”, come suggerisce Carver nella poesia “Domenica sera”.

Raffaella Tomellini, Renato Cravero

"Evocazione dei rapporti umani, evanescenti e nudi, di fronte al pubblico sorgono istanti di vita dura, sfrontata, di fragilità mascherata sotto spessi strati di rimmel e superalcoolici per stordire miserie invincibili. Carver si anima dalla carta alla scena in un’operazione di segni minimali e sintetici, una parete nuda sullo sfondo, colori slavati a bagnare lo smalto asciutto di nervi scoperti, un aereo giocattolo, una bottiglia di whisky illuminata, fonte di saggezza crudele. Traslando dalla pagina letta, alla recitazione pura, musica lanciata e forgiata dal vivo, penetrante e sincera, vocalità intense che si mischiano sulla scia di un ritmo vitale, slanci di ali spezzate".

dalla recensione di Piccole cose di Alan Mauro Vai su DMAG

Additional Info

  • dati vari:

    progetto a cura di e con Raffaella Tomellini e Renato Cravero

    frammenti dall'opera di Raymond Carver

    drammaturgia a cura di Andrea Tomaselli, Emanuele Altissimo, Elena Contrino, Martina Marasco, Camilla Vernetto

    in collaborazione con SCUOLA HOLDEN - Storytelling & Performing Arts

    con la musica di Blur, Christian Fennesz, FKA Twigs, Jon Hassel, Nine Inch Nails, Alva Noto/ Ruiki Sakamoto, Radiohead, Sigur Ros

    scene e luci di Eleonora Diana

    COMPAGNIA VIARTISTI/TECNOLOGIA FILOSOFICA_MORENICA CANTIERE CANAVESANO

  • Locandina: Locandina
  • data: 8
  • mese: aprile 2017
  • ore: 21
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